Nelle colture agricole l’ozono abbatte i batteri e i funghi nocivi

Scritto il 07/12/2022

«L’ozono è un trattamento antimicrobico ecologico, a basso costo, ed è più efficace dei pesticidi chimici».

 

È quanto scrivono le professoresse Irina Tanuwidjaja e Mirna Mrkonjic Fuka, del Dipartimento di Microbiologia della Facoltà di Agricoltura dell’Università di Zagabria (Croazia), in un articolo pubblicato il 9 novembre 2022 sulla rivista “Agriculture”.

 

L’articolo, intitolato “Ozone in Droplets and Mist in Inhibition of Phytopathogenic Microbiota”, è leggibile al seguente link:

https://www.mdpi.com/2077-0472/12/11/1875

 

Lo studio pubblicato dalle due ricercatrici riporta i risultati di una sperimentazione effettuata con ozono per contrastare i batteri fitopatogeni che infestano un’ampia gamma di colture.

 

L’aggressività di tali batteri è un problema di carattere mondiale, che comporta una seria minaccia per la produzione alimentare globale.

 

La sperimentazione – effettuata con acqua ozonizzata diffusa sotto forma di goccioline e nebulizzata in due concentrazioni (4 e 2 mg/L) – ha fatto registrare un importante successo contro i batteri Erwinia amylovora, Pseudomonas syringae, Agrobacterium tumefaciens, e contro il fungo Botrytis cinerea.

 

Il batterio Erwinia amylovora (noto anche come “fuoco batterico”) è responsabile di una tra le più pericolose malattie delle piante, che aggredisce il pero, il melo, il cotogno, il nespolo, nonché alcune piante ornamentali e selvatiche. Si tratta di una patologia altamente infettiva e, al momento, non esistono prodotti fitosanitari in grado di contrastarla.

 

Il Pseudomonas syringae, segnalato per la prima volta in Giappone nel 1989, genera il cancro batterico dell’actinidia (pianta del Kiwi).

 

Segnalato anche in Italia dopo l’anno 2007, il Pseudomonas syringae è diventato un grave problema per le piantagioni coltivate nella regione Lazio, dove viene prodotto il 30% dei kiwi italiani. Anche in questo caso non si conoscono fitofarmaci efficaci per debellare tale tipo di batterio.

 

L’Agrobacterium tumefaciens (noto anche come “galla del colletto”) è un batterio che si comporta da parassita. Colpisce in particolare le viti, generando tumori della pianta e provocando notevoli danni di natura economica.

 

Il Botrytis cinerea (noto come “marciume grigio” o “muffa grigia”) è un fungo parassita che attacca moltissime specie vegetali, tra le quali la vite, aggredendo, in particolare, i grappoli d’uva.

 

Per tutte queste patologie, l’ozono, sciolto in acqua e applicato tramite gocce, ha dimostrato (indipendentemente dalla concentrazione) un significativo effetto inibitorio sui batteri fitopatogeni.

 

Hanno scritto le autrici dello studio: «Abbiamo dimostrato che un forte effetto biocida sui fitopatogeni batterici (E. amylovora, P. syringae, A. tumefaciens) si ottiene applicando l’acqua ozonizzata».

 

Inoltre la rimozione totale del fungo Botrytis cinerea è stata ottenuta anche con un basso livello di concentrazione di acqua ozonizzata.

 

Nell’introduzione al lavoro scientifico le tre ricercatrici hanno ricordato che le perdite nella produzione alimentare causate dai microrganismi patogeni danneggiano l’economia e riducono la quantità e la qualità dei prodotti agricoli.

 

Nel 2019 la Food and Agriculture Organization (FAO) ha stimato che oltre il 20% della produzione alimentare mondiale è andata perduta a causa delle malattie delle piante e della contaminazione microbica post-raccolta, per un valore complessivo superiore a 220 miliardi di dollari.

 

Si prevede che, nel 2050, la popolazione mondiale raggiungerà i 9,6 miliardi di persone. La domanda di cibo per sostenere tale crescita comporterà l’uso, in tutto il mondo, di altri 2 milioni di tonnellate di battericidi, fungicidi e pesticidi chimici.

 

Siamo di fronte ad un problema epocale, perché molti degli agenti antimicrobici e dei pesticidi attualmente in uso si sono dimostrati tossici e non biodegradabili, causando grave inquinamento ambientale e perdita di suolo fertile.

 

L’eccessivo uso di sostanze antibatteriche ha inoltre facilitato l’emergere e la diffusione della resistenza antimicrobica nei batteri patogeni, che costituisce uno dei più urgenti problemi di salute pubblica nel mondo.

 

Esistono, complessivamente, oltre 150 specie batteriche e oltre 8.000 specie fungine in grado di danneggiare le piante durante la crescita, lo stoccaggio, la lavorazione e la distribuzione.

 

Per tale motivo, risulta quanto mai necessario trovare dei metodi complementari per controllare la crescita microbica.

 

L’ozono è un metodo rivelatosi altamente efficace per inibire la crescita dei batteri Gram-positivi, dei batteri Gram-negativi e delle affezioni fungine.

 

Grazie alla sua potente capacità ossidativa, l’ozono è altamente reattivo e agisce sui componenti cellulari dei microrganismi (acidi grassi, enzimi, acidi nucleici) interrompendone la proliferazione.

 

Inoltre l’ozono offre numerosi vantaggi, in termini di sicurezza, rispetto ai pesticidi chimici perché può essere generato nel sito di trattamento utilizzando solo elettricità e aria.

 

Per la sua comprovata efficacia e per i vantaggi rispetto ad altri composti antimicrobici, l’ozono nel 2001 è stato dichiarato dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense “agente antimicrobico per il trattamento, la conservazione e la lavorazione degli alimenti in fase gassosa e acquosa”:

https://www.oxidationtech.com/downloads/pdf/4D4K64NR.US-FDA-ozone-regulatory-approval.pdf

 

Nel 2013 l’ozono è stato dichiarato dall’Unione Europea ingrediente attivo ai sensi del regolamento sui biocidi dell’Ue (BPR) n. 528/2012:

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:32012R0528&from=EN

 

L’ozono è stato anche approvato dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) per la produzione di colture biologiche e la trasformazione alimentare:

https://www.ams.usda.gov/sites/default/files/media/USDANOPTechnicalReport_Ozone.pdf

 

Come risulta evidente, l’ozono viene utilizzato, già oggi, in diverse parti del mondo con promettenti risultati in agricoltura come alternativa ai pesticidi chimici convenzionali.

 

I più diffusi usi applicativi dell’ozono in agricoltura sono i seguenti:

• bonifica del suolo;

• industria alimentare;

• disinfezione dell’acqua potabile;

• trattamento delle acque reflue;

• disinfezione medica;

• rinfrescamento dell’aria e riduzione della contaminazione da aflatossine.

 

«Sulla base di quanto sopra – hanno scritto le autrici dell’articolo –, l’ipotesi di questo studio è che l’ozono sia un potente strumento per controllare la crescita dei patogeni delle piante».

 

Le dottoresse Irina Tanuwidjaja e Mirna Mrkonjic Fuka hanno concluso invitando il mondo scientifico a portare avanti le sperimentazioni sull’ozono perché il suo effetto antimicrobico è altamente efficace nel debellare gli agenti patogeni delle piante, compresi i virus.

 

Antonio Gaspari

Direttore Orbisphera

www.orbisphera.org

antonio.gaspari@orbisphera.org